Attrezzeria Acquanegrese: lo stampo puro e semplice

Fig. 1

Particolare pressofuso per l’industria dell’automotive.

Fig. 7

Parte superiore mobile dello stampo.

Einstein disse: “Rendi le cose più semplici possibile, ma non più semplici di quello che sono”. Ebbene, lo stampo di questo mese ha il merito di essere semplice, ma non è di poco merito, perché non è più semplice di quello che dovrebbe essere.Scusate il gioco di parole, ma lo stesso gioco ha il merito di spiegare in maniera semplice la validità di uno stampo che, pur nella sua assenza di complessità, è degno di guadagnare questo spazio mensile. È curioso vedere che gli stampisti di molto merito hanno spesso le maniere semplici; ebbene, il nostro interlocutore – il signor Enrico Luzzeri dell’Attrezzeria Acquanegrese Srl, Acquanegra sul Chiese (Mantova) – nel corso dell’intervista che ci ha concesso per realizzare questo articolo ha raccontato la storia del suo stampo, senza eccedere nelle virtù dello stampo stesso, senza mancanza di precisione, conferendo a tutti i particolari costituenti l’attrezzo qualità non comuni, ma nemmeno molto insolite. Insomma, quello di questo mese è uno stampo…come dire…di perfetta rettitudine e naturalezza nella progettazione, nella costruzione, nell’uso e nella manutenzione. Dunque, come vedremo più avanti, la semplicità è la principale condizione della qualità di questo stampo. L’Attrezzeria Acquanegrese Srl è stata fondata nel 1980 e si è specializzata nella progettazione e costruzione di stampi trancia bave per pressofusi di Alluminio e stampi per lamiera. L’azienda sviluppa la propria professionalità attraverso l’esperienza acquisita collaborando con importanti realtà del settore e seguendo l’evoluzione tecnologica. Nel corso degli anni si è trasformata da semplice fornitore a partner del committente, seguendo le specifiche richieste dal cliente. L’attrezzeria opera nei settori automotive, elettrodomestico ed elettromeccanico. Il parco macchine dispone di tutti i mezzi necessari per la costruzione di stampi quali fresatrici, elettroerosione, rettifica, tornio, trapani, presse (oleodinamiche e meccaniche), forni per trattamenti termici.

L’oggetto e lo stampo

Fig. 5

Parte inferiore fissa dello stampo.

L’oggetto, stampato per pressofusione, deve entrare in una seconda pressa per tranciare le bave; si tratta di un particolare pressofuso a due figure destinato all’industria dell’automotive. Per esigente particolari del committente, lo stampo trancia bave doveva essere costruito in un determinato modo, ossia con i cilindri e i carrelli di lavoro posti nella parte superiore dello stampo. Questo ha obbligato lo stampista a fare le matrici in un determinato modo, per essere trapassate da altri punzoni. La definizione dell’oggetto ha richiesto una grande collaborazione tra l’ufficio tecnico dell’attrezzeria e quello del committente sin dall’inizio della progettazione dello stampo. Infatti il pezzo, così com’era stato disegnato, comportava delle superfici e delle chiusure difficili da tranciare, se non addirittura impossibili; era assolutamente necessario modificare le chiusure sullo stampo originale di pressofusione, affinché le stesse diventassero tranciabili mediante lo stampo di tranciatura. Si è evitato così di dover rifinire a mano l’oggetto pressofuso. Ovviamente, il pezzo finito tranciato sarà poi ripreso e avviato alle lavorazioni meccaniche, ma questo è tutto un altro discorso.  Dunque, riassumendo, il processo è il seguente: il pezzo proveniente dallo stampo di pressofusione arriva automaticamente a una seconda pressa dopo essere stato raffreddato e passa sotto lo stampo tranciabave oggetto di questo articolo. Qui sono eliminate tutte le bave e il ramo di colata, affinché i pezzi possano essere poi sabbiati prima di andare alle lavorazioni meccaniche. Lo stampo è composto da due parti: una inferiore fissa e una superiore mobile.

Progettazione e costruzione

Fig. 9

Fase di progettazione dello stampo.

La progettazione dello stampo è stata ottimizzata e realizzata partendo dal modello 3D del getto pressofuso, facendo tesoro dei pacchetti software Cad/Cam di ultima generazione 3D e 2D quali Cimatron E, Autocad Inventor e Rhinoceros, quest’ultimo per la preventivazione dei costi. L’ufficio tecnico di Acquanegrese, ovviamente, in diretto contatto con il committente, ha ricevuto le istruzioni necessarie in base alle macchine che sarebbero state utilizzate per la tranciatura all’interno dell’isola robotizzata. La collaborazione si è allargata anche al costruttore dello stampo di pressofusione, soprattutto al fine di ottimizzare le chiusure. L’utilizzatore finale, cioè il committente dello stampo trancia bave, ha fornito le indicazioni della meccanica necessaria a far funzionare lo stampo, tant’è che la pressa di tranciatura dava dei limiti d’ingombri, di misure, di altezze e quant’altro. Lo stampo è destinato a lavorare in automatico, ossia con il passaggio diretto del pezzo pressofuso alla pressa per la tranciatura attraverso la fase di raffreddamento, il tutto coordinato da un robot interfacciato nel ciclo produttivo. Le piastre e l’incastellatura sono in acciaio C 45, i supporti dei pezzi sono in acciaio1.23.12 bonificato, le matrici in K 720 temperato e rinvenuto, gli scorrimenti sia dei carrelli, sia dei centraggi principali dello stampo, sia le colonne e le boccole sono tutti in bronzo. Una certa difficoltà nella fase di progettazione dello stampo c’è stata per sistemare i carrelli nella parte superiore dello stampo, anziché nella parte inferiore, come si fa normalmente. Ma il cliente su questa variante specifica è stato assolutamente irremovibile; ciò ha fatto sì che le matrici di taglio fossero attraversate dai punzoni, e le stesse matrici sono state per forza di cose conformate a questa esigenza. Trattandosi di uno stampo ben congeniato, ben fatto, non ci sono state particolari difficoltà di lavorazione, che sono quelle classiche: Cam Cimatron E, sgrossatura, finitura, elettroerosione ecc; solo le piastre vengono ordinate dall’esterno e poi sono lavorate su una macchina dedicata. I trattamenti termici di tempra e rinvenimento sono effettuati e controllati all’interno dell’azienda. Infine, il collaudo finale anch’esso eseguito internamente, avviene attraverso una simulazione operativa alla quale assiste il committente. Al termine del collaudo, come di consueto in Acquanegrese, è stato rilasciato il Certificato che documenta l’avvenuto controllo della funzionalità dello stampo. Tutte le fasi produttive, compreso il collaudo finale, vengono controllate attraverso un sistema internazionale di qualità certificato IQNet e SQS. Lo stampo è garantito per 300.000 battute, alla condizione che il cliente faccia una normale manutenzione ovvero affilare i taglienti periodicamente.

 

CARTA D’IDENTITÀ DELLO STAMPO

Fabbricante:

Attrezzeria Acquanegrese Srl,

Via dell’Artigianato, 239 – 46011

Acquanegra sul Chiese (Mantova),

Tel. 0376 79457 – Fax 0376 727303,

E-mail: info@acquanegrese.it;

Materiali dello stampo:

incastellatura/piaste in acciaio C 45,

parti d’appoggio in acciaio 1.23.12,

parti taglienti K 720 temperato

rinvenuto,

scorrimenti in bronzo;

Dimensioni:

950x700x650 mm;

Peso:

1.100 kg;

Impiego:

finitura di un particolare pressofuso;

Metodologie di progettazione:

Autocad, Rhinoceros, Cimatron;

Messa in produzione:

Cimatron E;

Tecnologie di lavorazione:

sgrossatura, finitura, elettroerosione

a filo,tempra, rinvenimento;

Produzione prevista:

300.000 battute.

 

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