ASSOCOMAPLAST: primo semestre in volata

Alessandro Grassi. Presidente Assocomaplast
Alessandro Grassi. Presidente Assocomaplast

L’elaborazione di Assocomaplast (l’associazione nazionale di categoria, aderente a CONFINDUSTRIA, che raggruppa oltre 160 aziende) dei dati ISTAT di commercio estero relativi al primo semestre dell’anno in corso evidenzia – rispetto al gennaio-giugno 2014 – una performance decisamente positiva dell’import-export italiano di macchine, attrezzature e stampi per materie plastiche e gomma.

Infatti, si conferma – anzi si rafforza – la crescita registrata a partire dai primi mesi del 2014: a fine dello scorso giugno, l’incremento degli acquisti dall’estero ha sfiorato i +17 punti – fornendo quindi un’ulteriore rassicurazione rispetto alla ripresa, seppure ancora non brillante, del mercato interno – mentre quello delle vendite oltreconfine si è attestato al +7,5%. In miglioramento anche il saldo commerciale.

“Tale bilancio – sottolinea il Presidente di Assocomaplast, Alessandro Grassi – è peraltro in linea con i risultati della più recente indagine congiunturale svolta dal nostro ufficio studi tra gli associati.”

Si è infatti riscontrato un clima di moderato ottimismo sia a consuntivo – con il 50% del campione che lo scorso luglio ha registrato un aumento degli ordinativi rispetto a un anno fa – sia a livello di previsioni, alla luce di un 44% degli intervistati che si attende un’ulteriore espansione e un 45% che immagina un consolidamento del proprio fatturato nel semestre in corso. “Questi indicatori risultano anche in miglioramento rispetto alle precedenti rilevazioni”, precisa Grassi.

Dal punto di vista merceologico, le maggiori importazioni di macchine a iniezione, stampatrici flessografiche e stampi – solo per citare le tipologie di macchinari di maggiore “peso” sul totale, ma questo vale anche per altri impianti – hanno avuto origine in particolare dalla Germania, che si riconferma principale fornitore di tecnologia dell’Italia.

Germania che storicamente è anche il primo mercato di destinazione delle esportazioni italiane di settore: i trasformatori tedeschi hanno confermato il proprio apprezzamento per i macchinari Made in Italy acquistandone per un valore di quasi 200 milioni di euro (+19% sul primo semestre 2014).

A livello di macro-aree geografiche di sbocco delle vendite complessive di settore è evidente la progressione di quelle destinate ai Paesi UE e all’aggregazione NAFTA. Nel primo caso hanno inciso la già citata crescita delle vendite in Germania ma anche quella in Spagna e Repubblica Ceca. Relativamente al Nordamerica, pesa l’incremento di 36 punti delle forniture agli Stati Uniti e il non trascurabile +15% del Messico.

Incoraggiante anche il segnale positivo che arriva dal Brasile, con un miglioramento del 17% che potrebbe far ben sperare almeno in una stabilizzazione dopo il declino registrato nell’ultimo quadriennio. Non sorprende, invece, l’ulteriore peggioramento dell’export verso la Russia (-39%) – che ancora risente delle ben note problematiche legate alla crisi con l’Ucraina – l’India (-24%) – verso cui le forniture italiane stentano a decollare nonostante le potenzialità del mercato – e la Cina, che mostra andamenti altalenanti di anno in anno.

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