ANIE Rinnovabili su “Spalma Incentivi”: bene la proposta emandativa richiesta da Confindustria

Grass_Lamp_3DANIE Rinnovabili plaude all’intervento di Confindustria che richiede di emendare in sede di conversione l’art. 26 del Decreto 91/2014 sulla rimodulazione della componente A3 delle tariffe elettriche, l’ormai noto ‘spalma-incentivi’ delle energie rinnovabili.

La proposta emendativa rispecchia a pieno quanto richiesto da ANIE Rinnovabili e prevede la riduzione del peso degli oneri nel breve e medio periodo e il suo incremento, invece, nel lungo termine, in concomitanza con la cessazione del diritto agli incentivi che ridurrà drasticamente gli oneri previsti dalla normativa oggi in vigore.

Al GSE sarà affidato il compito di ricorrere ad una raccolta di risorse sul mercato finanziario, il cui ammontare sarà fissato annualmente dal Ministro dello Sviluppo Economico sulla base dei trend economici e della differenza di prezzo dell’energia elettrica tra Italia e altri Paesi europei. Su tali risorse sarebbero pagati, attraverso la componente A3 della bolletta, i soli interessi annuali e, a scadenza, il capitale.

“Come ANIE Rinnovabili siamo soddisfatti del supporto di Confindustria, che ha condiviso le istanze del settore presentando la proposta del bond su cui c’eravamo confrontati nelle settimane scorse e che rappresenta una soluzione alternativa assolutamente efficace” commenta Emilio Cremona, Presidente di ANIE Rinnovabili. “Si tratta infatti – continua Cremona – di un’azione importante che incide sulla componente A3 della bolletta senza ricadere sul Bilancio dello Stato.”

“La retroattività del provvedimento disegnato dal Mise, lo ribadiamo, è inaccettabile. Auspico quindi – conclude Cremona – che i legislatori accolgano le richieste di Confindustria, poiché l’attuale proposta del Governo per abbassare il costo della bolletta elettrica rischia di diventare un boomerang per tutto il Sistema Paese, allontanando anche quegli investitori italiani e stranieri che hanno in questi giorni espresso la loro forte preoccupazione per gli investimenti già fatti, per i quali temono di vedere compromesso il rendimento.”

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