Alessandro Consalvo di Renishaw: “Stampi e inserti con canali di raffreddamento interni anche molto complessi”

Alessandro Consalvo (Additive manufacturing support engineer) Renishaw
Alessandro Consalvo (Additive manufacturing support engineer) Renishaw

Torniamo alle stampanti industriali con Renishaw. Fondata nel 1973 in Inghilterra, fino al 2011 era conosciuta nel mondo soprattutto per i suoi strumenti legati alla metrologia: sistemi di misura, controllo del movimento, spettroscopia e apparecchiature di precisione. Da quattro anni è però una presenza di rilievo anche nel mondo della stampa 3D, grazie alla sua macchina AM250 per fusione laser, affiancata oggi anche dalla nuova EVO Project sviluppata con forte accento su automazione, tecnologie di monitoraggio e interazione ridotta dell’operatore per la produzione industriale di pezzi in uno specifico materiale.

Abbiamo chiesto a Alessandro Consalvo (Additive manufacturing support engineer) e a Andrea Penna (Support Engineer Additive manufacturing products division) quali sono in dettaglio le tecnologie, i materiali e le macchine che per le loro peculiarità potrebbero dare un concreto valore aggiunto alle aziende che costruiscono stampi o stampano con le tecnologie tradizionali a iniezione.

Il sistema di stampa AM250 di Renishaw crea oggetti in 3D fondendo polveri metalliche di acciaio Maraging mediante un raggio laser.
Il sistema di stampa AM250 di Renishaw crea oggetti in 3D fondendo polveri metalliche di acciaio Maraging mediante un raggio laser.

«La tecnologia di cui disponiamo – affermano – è la fusione tramite fascio laser su letto di polveri metalliche. Il materiale attualmente disponibile per questo tipo di applicazioni è l’acciaio Maraging 1.2709. Il modello attualmente disponibile è l’AM250 al quale è da qualche mese possibile aggiungere un pacchetto di accessori aggiuntivi che ne migliorano ulteriormente le prestazioni soprattutto per lavorazioni di lunga durata. I punti di forza della nostra soluzione comprendono la possibilità di creare stampi e inserti con canali di raffreddamento interni anche molto complessi che permettono di aumentare la qualità dei pezzi stampati riducendo sensibilmente il numero di scarti e di ridurre il tempo ciclo (spesso il tempo di raffreddamento dello stampo viene dimezzato). Inoltre, nella fase di prototipazione di un componente, è meno oneroso e più semplice e rapido produrre con questa tecnologia più versioni di uno stampo prima di arrivare al modello definitivo. Per quanto riguarda le limitazioni, sul prodotto è necessaria la rettifica delle superfici stampanti per ottenere la finitura superficiale richiesta nel settore dello stampaggio».

Il reparto di ricerca e sviluppo di Renishaw sta lavorando per migliorare ulteriormente l’accuratezza degli stampi prodotti e sviluppo di nuovi materiali per questo tipo di applicazioni. Abbiamo chiesto anche ai manager di Renishaw per quali impieghi può essere usata la stampa 3D nel mondo degli stampisti e qual è l’attuale trend di adozione.

«Non sempre è necessario produrre l’intero stampo tramite stampa 3D – affermano Consalvo e Penna – ma spesso basta produrre tramite questa tecnologia quegli inserti che, per la loro geometria, sarebbero critici da raffreddare in modo efficiente con metodi tradizionali, e che quindi necessitano di canali di raffreddamento interni. Confrontandoci con i nostri colleghi della divisione tedesca sappiamo che in Germania la stampa 3D industriale è largamente adottata nel settore della stampa a iniezione ormai da più di 10 anni. Gli stampisti Italiani hanno conosciuto la produzione additiva in metallo con un certo ritardo, tuttavia notiamo un forte e crescente interesse per questa tecnologia, e le realtà che hanno deciso di investire in essa ne stanno già traendo benefici».

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