Acciaio: aumenta il flusso commerciale tra Italia e Unione Europea

È aumentato il volume degli scambi commerciali di materie prime siderurgiche, semilavorati, prodotti finiti e tubi tra Italia e Unione Europea. Per contro, si è assottigliato quello verso i paesi extra UE. È quanto emerge dalla rielaborazione di dati Istat inserita nell’analisi congiunturale riferita a gennaio 2018 dell’Ufficio Studi di siderweb – La community dell’acciaio, l’unico quotidiano online nazionale interamente dedicato all’informazione economico-siderurgica.

Importazioni
Tra gennaio e ottobre del 2017 (ultimo dato disponibile), l’Italia ha importato 23,507 milioni di tonnellate di materie prime siderurgiche, semilavorati, prodotti finiti e tubi. La crescita è dell’1,6% rispetto allo stesso periodo del 2016.  L’aumento ha riguardato in particolare materie prime (+4,2% a 6,832 milioni di tonnellate), laminati lunghi (+9,3% a 2,489 milioni di tonnellate) e tubi (+6,9% a 768mila tonnellate). In calo i semilavorati (-2,3% a 3,141 milioni di tonnellate) e i piani (-0,8% a 10,276 milioni di tonnellate). In dettaglio, le importazioni dai paesi UE sono salite del 7,2%, passando da 11,537 a 12,363 milioni di tonnellate. L’import dai paesi extra Unione è invece diminuito del 3,9% (da 11,596 a 11,143 milioni di tonnellate).

Esportazioni
Nei primi 10 mesi del 2017, l’Italia ha esportato 15,497 milioni di tonnellate di materie prime siderurgiche, semilavorati, prodotti finiti e tubi, in crescita dello 3,1% rispetto allo stesso periodo del 2016. L’incremento ha riguardato materie prime (+25,1% a 490mila tonnellate), semilavorati (+32,5% a 921mila tonnellate), prodotti piani (+2,5% a 6,174 milioni di tonnellate) e lunghi (+0,8% a 5,142 milioni di tonnellate). Sono scese, invece, le esportazioni di tubi (-1,6% a 2,769 milioni di tonnellate). L’export verso i paesi UE è salito del 9,2%, passando da 10,631 a 11,607 milioni di tonnellate. Quello diretto nei paesi terzi si è ridotto dell’11,5% (da 4,396 a 3,890 milioni di tonnellate).

Il contesto e le previsioni
La domanda di acciaio in Europa e in Italia, prevede l’Ufficio Studi di siderweb, nei primi mesi del 2018 dovrebbe “proseguire a crescere, sebbene con un ritmo inferiore a quello dello stesso periodo del 2017”. Nel primo trimestre 2018, il consumo reale di acciaio in UE dovrebbe aumentare dell’1,5%, contro il 5% dello stesso periodo del 2017. Il trend di crescita della domanda reale di acciaio da parte dei settori utilizzatori prosegue quindi gradualmente, ma “il ritorno ai volumi pre-crisi richiederà ancora del tempo, semmai verranno raggiunti”. Il consumo apparente, invece, dovrebbe aumentare di poco più dell’1%, contro il 3,5% dei primi tre mesi del 2017. Il gap fra l’incremento della domanda reale e apparente di acciaio evidenzia il modesto supporto del ciclo delle scorte. “Resta quindi aperta – spiega Stefano Ferrari, responsabile dell’Ufficio Studi di siderweb – la questione circa la capacità delle imprese siderurgiche europee di trarre giovamento dalla crescita della domanda interna di acciaio. Le distorsioni provocate dalle importazioni restano il rischio principale per la stabilità del mercato europeo dell’acciaio”.

Produzione
Nel 2017, l’Italia ha prodotto 24,041 milioni di tonnellate di acciaio, in crescita annuale del 2,9%. Si tratta del miglior risultato produttivo italiano dal 2013. A livello mondiale, lo scorso anno l’output di acciaio è salito a 1,675 miliardi di tonnellate, con un incremento del 5,5% rispetto al 2016 (fonte: World Steel Association).

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here