A proposito di Reti di Impresa

Business concept. Isolated on white
Business concept. Isolated on white

Sfatare le credenze comuni affinché la rete di impresa non continui ad essere considerata come sorta di surrogato alla crescita dimensionale delle aziende italiane. Questa una delle premesse a introduzione del tema del convegno della IV Giornata delle Reti di Impresa. Le reti di Impresa rappresentano un fenomeno abbastanza nuovo in continua crescita, come dimostrato dai dati che confermano un aumento del numero delle reti, con un +34% (da 1752 registrate nel Settembre 2014 a 2348 di Settembre 2015) così come quello delle aziende coinvolte, con un +37%, sempre nello stesso periodo. E questo anche in assenza di incentivi o di incentivi limitati, perché dietro al fenomeno della rete c’è una modalità per rafforzare la capacità lavorativa di un’azienda.

Si potrebbe quindi pensare alla Rete di Impresa come a una forma originale di crescita? La Rete di Impresa rappresenta una forma di collaborazione tra le imprese che consente oggi a una dimensione aziendale non adeguata per il mercato internazionale di superare le difficoltà che da soli non si supererebbero e di sostenere la competizione come dovrebbero o potrebbero fare le grandi organizzazioni. “Un’intuizione molto forte e molto bella che ha aperto i confini all’attività produttiva; una nuova frontiera che favorisce un modello organizzativo basato sulla collaborazione che va oltre i limiti settoriali e territoriali. La forza della rete d’impresa è la forza della condivisione per competere meglio sul mercato internazionale,” come espresso da Diana Bracco, Vice Presidente Ricerca e Innovazione Confindustria – Presidente Expo 2015.

Diana Bracco, Vice Presidente Ricerca e Innovazione Confindustria – Presidente Expo 2015.
Diana Bracco, Vice Presidente Ricerca e Innovazione Confindustria– Presidente Expo 2015.

Ma sempre con l’obiettivo che le singole imprese crescano, oltre che collaborare tra loro: obiettivo che qualunque imprenditore si pone e aspettativa che il mercato richiede e per il quale la dimensione ha un suo peso. Confermata dai numeri rimane valida anche la tesi per cui la rete di impresa non è un fenomeno che interessa solo le imprese più deboli: le reti costituiscono una modalità grazie alla quale le aziende aderenti, anche a fronte di una dimensione ridotta e delle relative problematiche, registrano performance migliori in termini di innovazione, export, fatturato e resilienza alla crisi. Ed è un fenomeno che sta interessando anche le aziende più grandi che decidono di allearsi con altri soggetti di diverse dimensioni per formare network territoriali.

Si tratta di un cambiamento di atteggiamento da parte degli imprenditori italiani nei confronti di un modo di collaborare che consente di mantenere la propria autonomia, di riuscire a crescere e di ottenere risultati positivi legati a una dimensione più importante. Proprio per questo si rende necessaria una maggiore attenzione verso gli istituti giuridici affinché vengano calati sulla realtà delle reti e gli conferiscano una specifica identità, in grado di governare le normali questioni burocratiche e operative peculiari. Un elemento altresì importante per evitare che questo fenomeno rimanga collaterale e con il quale non si confrontano tutte le regole del mercato e gli istituti giuridici che organizzano una economia moderna.

Lo strumento della rete consente alle aziende non solo di sopravvivere ma di svilupparsi anche sul fronte dell’innovazione con un impatto sul territorio anche in termini di occupazione e competenze. E in questa direzione che Confindustria, e in particolare Ricerca e Innovazione, in questi anni ha lavorato per definire e rafforzare gli asset tecnologici nazionali attraverso i quali potenziare e sviluppare le filiere nazionali innovative.

Anche l’internazionalizzazione è un altro aspetto non trascurabile e non è un caso che gran parte dei contratti di rete sia nata per affrontare temi di commercializzazione e di mercato estero e per i quali, oggi, sono disponibili una serie di strumenti pubblici dell’internazionalizzazione.

A dimostrazione del successo di questo fenomeno e di come le reti di impresa consentano di esprimere il meglio delle aziende italiane di qualsiasi dimensione la testimonianza diretta delle reti impresa presenti all’evento che operano in differenti ambiti settoriali, spaziando da quello del turismo di Rete Smart Valley Valle del Serchio e Garfagnana, a quello aeronautico di Rete Poema, che ha portato alla creazione di un polo tecnologico, e agroindustriale di Rete CR 2050, a favore di una maggiore valorizzazione del territorio. Preziose anche le testimonianze di Rete Romagna CoopFood, Rete Fishernet e Rete Italian Technology Center, che ha inserito la Rete nel proprio percorso strategico di internazionalizzazione, all’interno del quale l’Italia detiene una struttura forte.

Ma allora quali altri compiti può svolgere la rete per le imprese associate e quali le priorità del governo per supportare al meglio le piccole e medie imprese? In virtù dei numeri registrarti, si possono fare passi avanti importanti per dare al fenomeno delle reti un riconoscimento complessivo: come è già stato in passato si tratta di un lavoro continuo sulle reti e con le reti non solo normativo ma anche organizzativo.

Aldo Bonomi, Presidente di RetImpresa
Aldo Bonomi, Presidente di RetImpresa

“Abbiamo lavorato tanto perché l’Italia potesse essere un esempio ma soprattutto un aiuto concreto per le PMI, cuore pulsante dell’Italia che rappresenta il 98% delle aziende italiane,” ha commentato Aldo Bonomi, Presidente di RetImpresa. “Per cui va studiato qualcosa appositamente per loro. Ma ci siamo resi conto che anche le grandi imprese stanno seguendo questo esempio. La recente IV giornata delle Reti di Impresa conferma che le reti di impresa stanno diventando sempre di più uno strumento di politica industriale. Il governo e le istituzioni hanno creduto in questa iniziativa perché noi abbiamo lavorato per farci aiutare affinché si rendessero conto che in questo modo le aziende italiane possono raggiungere dei risultati positivi, dando una mano non a noi ma all’Italia, di cui tutti facciamo parte. Se crediamo nei nostri risultati sono certo che questo sia una politica industriale importante che permette alle PMI e anche alle grandi aziende di essere competitive. Oggi non si lavora più per avvantaggiarsi di economie di scala; abbiamo raggiunto una maturità diversa per affrontare nuovi temi: lo sviluppo internazionale e la ricerca e lo sviluppo, senza i quali non possiamo continuare a essere competitivi.”

Sempre secondo Bonomi, la rete costituisce lo strumento più versatile che consente di fare sinergie e proiezioni internazionali e proprio per questo si seguiterà a collaborare con le istituzioni per continuare a trasmettere chiari segnali anche alle imprese. A ulteriore dimostrazione che del continuo lavoro per e con le aziende, tra gli obiettivi per il prossimo anno l’istituzione di un Welfare di rete: grazie a un accordo raggiunto con la società Willis, tutte le associazioni e aziende, anche PMI, del Sistema Confindustria legate da un contratto di rete possono offrire pacchetti di welfare ai propri dipendenti, ampi e strutturati, utilizzando una piattaforma di servizi online personalizzabile, a costi estremamente vantaggiosi rispetto a quelli di mercato per un’azienda singola. Ma anche la digitalizzazione dei processi produttivi per competere con gli altri paesi, verso l’industria 4.0, la collaborazione tra il Centro Studi di Confindustria e l’ISTAT per offrire una panoramica più dettagliata del mercato delle reti, e un roadshow per favorire la cultura delle reti.

Veronica Just, vice presidente di Millutensil
Veronica Just, vice presidente di Millutensil

La rete ha portato a risultati concreti”
Secondo Veronica Just, Vice President di Millutensil Srl, il fenomeno delle Reti è un’opportunità veramente interessante e permette alle aziende di poter effettuare delle attività strategiche che da sole non potrebbero realizzare. Inoltra concorda sul fatto che questa forma di collaborazione sia strategica per le PMI in termini di sviluppo economico, internazionalizzazione, innovazione, occupazione e ricerca & sviluppo affermando che, “sono tutti obiettivi che si possono raggiungere proprio grazie alle reti d’impresa in grado di operare in modo concreto per raggiungere i diversi scopi.”

Una esperienza diretta che Millutensil sta vivendo in prima persona attraverso una rete d’impresa che è stata costituita per favorire l’internalizzazione nell’anno. Il progetto è stato sviluppato con imprese che avevano interessi comuni sul mercato indiano con l’idea di creare una struttura attiva direttamente in India in grado di supportare le aziende per tutte le azioni di marketing, ricerche di mercato, fiere e di aiutare le aziende a trovare collaborazioni commerciali per la vendita.

“La rete ha portato a risultati concreti. Abbiamo un ufficio a Pune molto dinamico e operativo che lavora per noi, ITC Italian Technolgy Center,” ha spiegato Veronica Just. “Ci supporta in occasione delle fiere dove ci presentiamo con il nostro stand comune e che ci rappresenta tutti con un’immagine studiata coordinata, proprio per rendere uniforme ma singolare per ogni azienda presente.”

Pastore, Presidente di UCISAP
Pastore, Presidente di UCISAP

L’esperienza dell’associazione di categoria
Un po’ diversa e meno positiva l’esperienza di UCISAP che ha sperimentato una rete di impresa orizzontale, riunendo sotto lo stesso cappello alcuni stampisti in modo tale che potessero, partendo dall’aspetto commerciale, presidiare i mercati e presentarsi come un ente che aveva una certa dimensione e che quindi poteva affrontare i mercati esteri.

“Abbiamo iniziato a presenziare a una delle fiere internazionali più importanti del settore della plastica nel 2004 in sette aziende, per promuovere nel mondo sette specialisti degli stampi, ognuno dei quali specializzati nel proprio settore,” spiega Lino Pastore, Presidente di UCISAP. “Siamo riusciti a portare avanti questa iniziativa per alcuni anni e anche se non si era costituita una rete vera e propria gli accordi presi tra le aziende non sono riusciti a portarci oltre il beneficio della ripartizione dei costi delle fiere.”

Secondo Lino Pastore la mentalità individuale tipica dell’imprenditore italiano, in questo caso specifico, ha vinto. E questo nonostante il suo impegno diretto nel creare cultura attorno alla rete di impresa e far comprendere la necessità di una piena coerenza e coscienza del fare delle aziende coinvolte, non solo in termini di condivisione dei costi commerciali, ma anche di quelli che sono gli obiettivi individuali e le diverse funzioni delle singole aziende interessate.

“Se la crisi fosse durata un po’ di più probabilmente qualche rete in più o forma di collaborazione più seria l’avremmo trovata perché costretti. Invece, il mercato è cambiato e la crisi ha contribuito a ridurre la concorrenza, consentendo ai “sopravvissuti” di continuare a lavorare senza bisogno di cercare alternative,” ha aggiunto Lino Pastore. “A fronte di necessità la gente si è reiventata e la rete è un buon modo di lavorare e con delle potenzialità elevate per operare bene, soprattutto andando a bussare alle porte oltreconfine. Ci aiuta ad essere presenti come gli altri paesi senza dover sostenere tutte quelle spese e investimenti che non possiamo permetterci: questo è l’obiettivo.”

Ma non solo, la ricerca e lo sviluppo sono aspetti della rete di impresa fondamentali. Essendo l’Italia un paese di PMI la R&S delle imprese italiane possiede mezzi limitati. Una rete di impresa che sponsorizza un progetto di R&S, che ovviamente può essere utile a tutte le aziende della rete, porta a un risultato migliore non tanto dal punto di vista tecnico ma di rapidità perché si dispongono di soldi da investire, con ripercussioni dirette sullo sviluppo.

Gianluigi Raponi, Sales Manager di Ometec Srl
Gianluigi Raponi, Sales Manager di Ometec Srl

Da consorzio ad azienda
Favorita da un rapporto di parentela generazionale, la collaborazione tra tre aziende che ora sono un tutt’uno identificato dal brand Ometec Srl è un altro esempio di come l’unione e il principio ispiratore della collaborazione, unitamente a un senso di completa fiducia e trasparenza siano stati vincenti. Spiegando il percorso evolutivo di Ometec, da realtà consortile a un’unica azienda, Gianluigi Raponi, Sales Manager di Ometec Srl, conferma, da una parte, le potenzialità e le opportunità generate da una forma simile a quelle delle reti, ma dall’altra testimonia le difficoltà che ancora oggi questo tipo di realtà si trova a dover affrontare soprattutto all’estero dove, nonostante la massa critica generata, le garanzie presentate per portare in casa un’intera commessa sono sempre troppo basse così come il margine di contrattazione.

Così, nel 2006 gli esistenti rapporti di collaborazione nati sin dagli anni ’80 tra Comera, Corsetti e TMM, aziende consolidate operanti nel settore della progettazione e costruzione stampi e nello stampaggio di materie plastiche e tranciatura, si fondono in un consorzio per proporsi come punto di riferimento per i differenti ambiti del comparto plastico. L’unione di passioni e competenze porta poi alla creazione del marchio registrato AGA Design attraverso il quale Ometec Srl sviluppa, produce e distribuisce una propria linea di articoli promozionali. E così, nel 2012, le tre aziende decidono di stringere un accordo di fusione, processo che si conclude nel 2014 e che già a febbraio del 2015 vede l’apertura di due stabilimenti per lo stampaggio e per l’attrezzeria. Anche se la nascita del consorzio ha consentito un’ottimizzazione dei costi questa oggi non è paragonabile ai miglioramenti riscontrati con la nascita di un’unica entità societaria. Indubbiamente, come commenta Raponi, un senso giuridico più spinto a favore delle reti e una maggiore predisposizione ad aprirsi alla collaborazione degli imprenditori italiani, andando oltre gli interessi individuali, consentirebbe a questo fenomeno di svilupparsi ulteriormente.

Andrea Cerutti, General Manager di Asta.Net.
Andrea Cerutti, General Manager di Asta.Net.

L’unione fa la forza, davvero!
In un mercato dove il concetto di “piccolo è bello” non fa più breccia nel cuore dei clienti internazionali, anche l’esperienza di Asta.Net conferma la validità del motto “l’unione fa la forza”. A oggi, 18 le aziende specializzate che aderiscono al consorzio: ognuna con una propria identità e autonomia e forte del proprio e specifico know-how nell’ambito della pressofusione e della plastica.

“In un mercato sempre più critico la logica di sopravvivenza ha portato Asta.Net a ragionare in termini di collettività, mettendo da parte l’individualismo, tipico dell’imprenditoria italiana, e proponendosi traguardi ambiziosi in termini di internazionalizzazione,” ha commentato Andrea Cerutti, General Manager di Asta.Net. Nato nel 2013, il consorzio risponde così alle più svariate esigenze di qualsiasi mercato e geografia, proponendosi come interlocutore unico nei confronti dei grandi player internazionali, soprattutto nel comparto dell’automotive.

Nonostante le difficoltà da parte dei mercati esteri a collocare e interfacciarsi con una realtà come il consorzio, Asta.Net si è proposto in modo rivoluzionario come partner di riferimento completo, competitivo, di grande capacità e professionalità. Grazie a questa cooperazione che riunisce l’esperienza trentennale nella progettazione e costruzione di stampi e nella industrializzazione dei prodotti nei settori dello stampaggio e della fonderia, Asta.Net è in grado di garantire e offrire prodotti di eccellenza chiavi in mano a committenti di tutto il mondo, puntando sulle competenze specializzate degli associati radicate nel territorio bresciano.

Un alleanza di competenze diversificate e specifiche che garantisco alla società di ottenere e gestire commesse importanti che vengono spartite tra le aziende aderenti sulla base di precise valutazioni interne.

“Indubbiamente è stato un processo lento che ha richiesto un investimento continuo per creare cultura e allineare un pool di aziende che oggi lavorano in completa sinergia,” ha aggiunto Andrea Cerutti. “Un lavoro di squadra e un modello di business che si è rivelato vincente dal punto di vista della sopravvivenza, prima, e della crescita e della competitività poi, nell’ottica di affermarsi anche su mercati esteri. Abbiamo creduto fortemente in questo progetto che ci ha offerto opportunità interessanti e che fa presagire un futuro ancora più roseo per il prossimo anno, sia dal punto dell’aumento aziende aderenti al consorzio sia per quanto riguarda l’incremento di fatturato.”

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